Contento: deriv. da Contentus, latino, participio passato di Continère: tenere in se. Che ha l’animo appagato e lo dimostra con dolce calma, con beata tranquillità.

Tenere in se (mantenere l’animo appagato) è diverso da essere felice (fecondo e che reca vantaggio). chi è contento non sente la necessità di mostrarlo mentre chi è felice  non può prescindere dall’altro. La felicità è legata per forza di cose agli altri, la contentezza presuppone l’intimità del sentire.

Essere contenti può essere un obiettivo a cui spesso demandiamo alla felicità il compito di portarci. Se il nostro ben stare, ben essere, benessere sono legati a doppio mandato all’altro, sarà ben lontano il raggiungimento della contentezza. Demandare diventa spesso delegare e quindi privarci della responsabilità.

Nessuno più di noi è responsabile del proprio benessere perché siamo gli unici in grado di dare (trovare) risposta alle nostre domande.

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