Biografia

«Ciò che siamo non è la lista di ciò che abbiamo fatto».
Nasciamo. Io a Trieste.
Era l’estate del 1972, un luglio appena iniziato. Raccontano di un vento tenue e un caldo gradevole.
Cresciamo. Io nel novanta ero maggiorenne. Tanti capelli da eguagliare i grilli per la testa.
Avevo diciotto anni quando mi hanno regalato una chitarra acustica e l’opera omnia di Freud: scrivevo canzoni carine, con testi un po’ ermetici.
Negli anni novanta studiavo sociologia e lavoravo come copywriter: inventavo pubblicità per alcune agenzie, con molta più convinzione che consapevolezza.
Una mattina mi avvisarono che ero un esperto di comunicazione e di marketing. Imprevisto assoluto: io puntavo a diventare uno scrittore e a trasferirmi sulle isole Fiji.
Quindi? Sono un consulente marketing.
Figlio di due insegnanti che mi dissero: «Fai quello che vuoi della tua vita, ma non insegnare». Quindi? Tengo corsi di formazione.
La vita fa così, ti fa diventare qualcuno senza nemmeno avvisarti. E tu la accogli per tutto quello che ti offre, soprattutto quando ti aspetteresti l’ideale e ti si presenta il reale, bello, pronto e incontrovertibile.
Cerchi spiegazioni agli accadimenti del quotidiano. E leggi.
Sono affascinato e influenzato dagli scritti di Paramahansa Yogananda, dagli studi di Lacan e dalla cifrematica, in precedenza dalla visione del sociologo Parsons, dagli strumenti di Marshall McLuhan e le valutazioni di Ekman. Un po’ come dire che mi piace l’uovo alla coque, il pecorino, le barbabietole e la crostata di frutta: molti pensieri meravigliosi che non sempre puoi collegare tra loro. Cerchi nuove visioni in risposta a domande che per alcuni sfociano nella filosofia, per altri son semplicemente la vita, il quotidiano, appunto.
Cerco, sperimento, soprattutto ascolto, accolgo, mi accorgo (ogni tanto). E scrivo. Poco (sembra ci siano più scrittori che lettori, ai giorni nostri).
Fare. La parola chiave per qualsiasi cosa è fare.
Con consapevolezza, fare.
Con impegno, fare.
Lahiri Mahasaya sosteneva che “facendo, facendo, un giorno è fatto”. Mi convinco di queste parole, perché non vi è strategia se non vi è azione, non vi sono risultati se non vi è impegno.

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