La vita ha un unico significato possibile: l’evoluzione. Solo l’evoluzione, la ricerca del miglioramento di noi stessi, può dare ragione a l’esistenza oltre la vita. Evoluzione che passa attraverso tutto quello di cui ci accorgiamo, che siamo pronti a corrigere, a cambiare. L’attenzione a ciò che sentiamo, che percepiamo, è lo strumento per sentire noi stessi, per comprendere dove porti la consapevolezza della nostra esistenza.

È un discorso pratico, prima che filosofico. Non vedo ragione, emozione, sensazione alcuna per avere senza essere. Noi, prima di tutto, siamo, qui, reali e tangibili. Essere consapevoli di esistere, è già un gran passo in avanti. Abbiamo a disposizione cinque sensi, forse sei, se consideriamo l’intuizione come lo strumento più alto raggiungibile oggi dalla nostra percezione. Sono tutti funzionali alla nostra comprensione dell’importanza di “sentirsi”, di sentire se stessi.

In quest’ottica, tutto il marketing dovrebbe ragionare sulla base della soddisfazione di tutti gli stakeholders: se tutti percepiscono un vantaggio (win – win), tutti acquisiscono fiducia ne l’idea, nel proprio ruolo in funzione degli obiettivi condivisi. Credere in se stessi, avere fiducia ne l’esistenza, lasciare che gli eventi abbiano un significato anche quando non lo comprendiamo, è il primo passo verso l’evoluzione dell’uomo.

Tutta l’umanità ha questa opportunità, prima o poi, anche gli “uomini di marketing”.

L’obiettivo di un uomo di marketing contemporaneo è trasmettere consapevolezza di esistere a chi si trovi nella catena del valore del proprio cliente e del suo, relativo, cliente.

Noi viviamo per esistere, non esistiamo per vivere. C’è una profonda differenza, tra l’avere una vita a disposizione per essere se stessi, e lo stare in vita, in attesa che trascorra e termini. Sta a noi andare oltre gli obiettivi che ci diamo. Gli obiettivi sono strumentali, ma limitati, perché si esauriscono nel loro raggiungimento. L’esistenza non ha fine, non si esaurisce, non ha limiti. La vita, a sua volta, è strumentale all’esistenza. E che grandioso strumento sarà, vivere.

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