Quante volte sono così attratto dal villaggio, da non osservare le piastre del sentiero. Cammino, spesso corro, rapito dal villaggio in lontananza e, come chiunque, non guardo dove poggio i piedi. Il villaggio è lì, illuminato come presepe natalizio, accogliente e pronto a scaldare anima e corpo nel riposo della mente. A volte è un villaggio, a volte solo un miraggio. Le piastre del sentiero però sono reali, sono qui davanti a me. E potrei prestare loro più attenzione, osservarle e apprezzarne la forma. Potrei anche solo godermi il passo tra l’una e l’altra. Ma sono umano e guardo l’orizzonte, perché mi temo funambolo e, per non cadere, non guardo mai in basso, non guardo le piastre. Potrebbero anche essere d’oro, queste piastre del sentiero, o morbide e calde, financo accoglienti. Eppure guardo il villaggio. Forse posso iniziare ad accogliere il percorso prima della meta. E godere di ogni singolo istante della felicità che saprò trovare in me per il solo fatto di avere un percorso da fare, un villaggio, un sentiero e delle magnifiche piastre.

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