Ovvero sull’utilità marginale nelle relazioni sociali.

Carl Menger economista austriaco, padre del matematico Karl Menger (poca fantasia in famiglia), collaborò alla nascita della TEORIA DELL’UTILITÀ MARGINALE. Un esempio? Cosa farebbe un uomo di fronte ad una Sacher torte?

Il primo pezzo di torta sarebbe molto gradito, apportando un incremento di utilità;  ma l’incremento di utilità che genererebbe una seconda fetta di torta, sarebbe sicuramente minore del primo, l’incremento del terzo ancora minore e così via. A suon di fette di sacher il nostro consumatore sarà ad un certo punto sazio.

Una volta raggiunto il punto di sazietà eventuali altri incrementi del consumo del bene (il mangiare altre fette di torta) probabilmente apporteranno una disutilità, diminuiranno cioè il livello di soddisfazione individuale (tipo nausea? Pesantezza di sicuro.)

In corrispondenza del punto di sazietà l’utilità marginale è nulla (al consumatore è indifferente se mangiare la fetta di torta, anzi) eppure il suo livello di utilità sarà massimo.

Dove voglio arrivare? Non mangiate troppe torte? No, ancora un piccolo passaggio.

Questo principio di utilità marginale è applicato in tutte le economie di consumo, nella comunicazione e forse anche nelle relazioni. Diventa interessante solo se si valuta quanto poi sostenuto dallo stesso Carl (non Karl) sul concetto di bisogno:

“Il punto di partenza di ogni indagine economica è dato dai bisogni umani. Senza bisogni non esisterebbe nessuna economia, nessuna economia sociale… I bisogni sono la causa fondamentale.”

I bisogni sono dunque motore di una utilità da soddisfare. Eppure la loro utilità ha un comportamento particolare: la iper soddisfazione porta alla “pesantezza” della sacher torte.

Bene, adesso trasferite tutti questi concetti nelle vostre relazioni sociali, nei vostri bisogni e relativa soddisfazione. Bisogni spesso mascherati dalla vostra offerta (nel senso di “dare all’altro anche se dare soddisfa in realtà il vostro bisogno”). Quando rischiamo di mangiare troppe fette di torta?

Un tizio piuttosto noto ci ha lasciato questo indirizzo: “Avendo così pochi bisogni che meno non si potrebbe, sono vicinissimo agli dei.” Il tizio si chiamava Socrate e mai come in questo periodo potrebbe tornare di moda, nello stile di vita e da stanotte, nelle relazioni.

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