Victor Hugo diceva che la libertà comincia dall’ironia. Spesso confusa con l’umorismo, l’ironia è qualcosa di molto più potente e profondo. Deriva dal greco e indica una dissimulazione, dove le parole acquisiscono un significato diverso da quello letterale. Questo atteggiamento di sereno distacco verso la realtà o, nel caso di un artista, verso la materia che egli tratta, porta quasi a una sospensione dal giudizio, dalle forte emozioni. Di tutti gli strumenti di cui può disporre un uomo, certo l’ironia è uno dei più potenti.

Quando approdai agli studi di sociologia iniziai a comprendere perché avevo questa forte tendenza a osservare il mondo, astenendomi dal dare un giudizio, quasi in modo disincantato, distaccato. Mi interessava più leggere l’altro e gli accadimenti della vita, che preoccuparmi di ciò che comportavano.

Quindi dal preoccuparmi, sono passato all’occuparmi di ciò che accade. Non puoi fare marketing se non ti occupi di ciò che accade, se non mantieni la calma quando ci sarebbe da strapparsi gli ultimi diciotto capelli, quando le aziende si sentono affondare lentamente, mentre si stanno solo trasformando in potenti sommergibili. E non lo sanno.

Allora comprendi che questo atteggiamento, questa ironia che preserva te e gli altri dalla emotività instabile, va trasmesso. Inizi per esempio a fare formazione, consulenza. A spiegare, guidare, sostenere, sospingere. E non ti basta comunicare, vuoi ad-vertere, far rivolgere l’attenzione. Spesso hai a che fare con persone che vivono momenti impegnativi, complessi, cui potresti portare  sconforto invece del conforto. Entra così, senza avvisarti, quella cosa chiamata umorismo.

L’umorismo ha la sua radice nell’umore, nella capacità di sollevarlo con leggerezza e riflessione. Ben diverso dalla comicità, l’umorismo porta al ragionamento, alla comprensione di un messaggio. E per far contento l’aforisma di Mc Luhan, l’umorismo diventa il mezzo, quindi il messaggio.

L’obiettivo dell’ironia è la visione distaccata, quello dell’umorismo è l’accoglimento dell’altro, di ciò che è diverso.

Questo è il marketing: l’inatteso, il diverso, la novità, il cambiamento. Non c’è vero marketing senza cambiamento, senza innovazione e differenziazione dagli altri. La comunicazione è il mezzo, come l’umorismo che permette di arrivare agli altri senza lederne la sensibilità.

La libertà inizia davvero nell’ironia, nel osservare il mondo con sereno distacco. E continua nell’attenzione dell’umorismo, in questa capacità di trasmetterlo agli altri con la dovuta leggerezza.

Share This