Sulla determinazione e il risultato molto si è detto. Machiavelli, che della determinazione aveva una certa esperienza, partiva dall’assunto che “Il fine giustifica i mezzi”.

Determinato è colui che è fermo in una decisione, risoluto in una direzione. Determinato è anche il participio passato di determinare che deriva da De+Terminus (il confine, il limite). Quando una persona è determinata allora ha deciso di porsi dei termini, dei limiti, come possono essere due fossati ai lati della strada che intende percorrere. Chi è determinato, in realtà, sa porsi dei limiti, sa circoscrivere il proprio raggio di azione, di interesse, di coinvolgimento. Il determinato è, sembra quasi un paradosso, limitato. Eppure sembra che sia necessario, quantomeno per indicare chi si muove dall’idea, dalla immaginazione, verso la creatività, verso la concretizzazione di questa idea. Jobs era determinato. Se non sei una persona determinata, certamente avrai una bella lotta da affrontare per tenere lontane tutte le fantasie e derivazioni legate alla tua immaginazione.

risultati, invece, sono figli di Re-sultare (balzare indietro, ritornare con un salto). Il risultato è ciò che ritorna (un po’ come quando da ragazzi dicevamo “ti tornano i conti?” per indicare i risultati delle nostre operazioni matematiche). 

Se paragonassimo la determinazione a un elastico che tende verso una risposta, potremmo vedere il risultato come il ritorno dell’elastico una volta che abbia raggiunto la sua tensione massima. La determinazione è l’unica via per costruire un risultato, via che richiede di concentrare l’attenzione su pochi, essenziali e funzionali elementi necessari a raggiungere la massima tensione dell’elastico. 

Questo potrebbe darci una misura di quanto sia importante “tendere al risultato” la massima energia a nostra disposizione. Perché senza la massima determinazione sarebbe impossibile raggiungere il vero risultato ricercato, ma solo qualcosa di molto similare, più spesso diverso dallo spunto iniziale. 

Forse è Per questa ragione che molte delle idee, innovazioni, opportunità, frutto della nostra immaginazione, non raggiungono facilmente la concretezza del risultato?

Sì, forse sì. Non basta la disciplina, non basta il rigore, non basta il “colpo di genio” o l’intuizione folle. Nulla è realizzabile senza la determinazione. E Jobs era determinato.

La determinazione, però, porta sempre e comunque a escludere (parole, persone, opportunità) tutto ciò che si trovi al di fuori della strada verso il risultato. Questo atteggiamento non comporta integrazione (con la realtà e il resto del mondo che ci circonda) e non permette quindi una reale evoluzione. E il caso di Steve Jobs, che cambiò atteggiamento negli ultimi anni della sua vita, ne è un probabile esempio. 

Non resta che decidere, quindi scegliere, quando valga la pena tendere alla vera determinazione puntando al risultato, escludendo o meno gli altri, o quando un’idea abbia tutto il diritto di rimanere solamente un’idea.

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