Ad Oggi

Marketing: è ancora una parola sensata?
Cosa muove i mercati oggi?
Ci domandavamo poco tempo fa.
Almeno fino a quando ci raccontavano “a fine anno saremo fuori dalla crisi”. Ma se te lo dicono per 10 anni di fila, qualche dubbio ti assale.

E giungi alla conclusione: non si uscirà mai dalla crisi, semplicemente si cambierà modo di vivere, relazionarsi e stare al mondo. Facebook conta 1,65 miliardi di iscritti. La Apple fattura oltre 50 miliardi di dollari all’anno: è la quarta azienda più grande del mondo. Orwell, a confronto, era un cucciolo.

Marketing Moderno

Non più strumenti di comunicazione freddi ma caldissimi strumenti da tempo reale. Ha più successo una persona che sa scrivere bene
e veloce di una che vanta muscoli e beltà ben poco efficace nel mondo (che non sia quello dello spettacolo, anche quello in full decadence e trasformazione profonda).

Ma se il marketing diventa relazione + arte, allora tutti gli studi e gli strumenti classici (dalle matrici di Ansoff alle BCG) sono morti?

No. Credo che debbano adattarsi alle letture dei veri nuovi KPI aziendali. Una volta guardavi fatturato e redditività netta, ora interessa solo alla banca e a pochi altri che non comprendono come una azienda a basso fatturato possa in realtà avere un potere sociale immenso.

Il mondo è sempre più social networkizzato (povera accademia della Crusca)

Meno diktat da parte di esperti ed ex esperti (che esperto sei se non sai prevedere cosa accadrà da oggi a domani?) e molti più input da parte di creativi e personaggi clever (imbonitori da stadio esclusi).

Creativi (e non parlo di grafici più o meno avanzati o fotografi più o meno impegnati perché la grafica e la fotografia sono mercati affaticati e ansanti. Mi spiego: se la tecnologia permette a chiunque di fare delle foto accattivanti, la tecnica pura per delle foto banali ha poco valore sul mercato). Ma creativi in grado di trasformare oggetti in arte, idee in concetti applicabili, consigli in strumenti, azioni in eventi. Indifferente il mestiere? Quelli sembrano servire.

Più relazione, sociale e interpersonale, attraverso tutti gli strumenti di comunicazione disponibili. Non più comunicazione di massa (destinata a estinzione nonostante la massa) ma relazioni tra masse.

“Il lato positivo è che con accessi semplificati chiunque sappia come muoversi e abbia idee vincenti può fare e dare molto. Il lato negativo è che comunque ci sarà sempre qualcuno tagliato fuori, perché non sa, perché non si è adattato, perché pensa che i social siano solo un gioco. Il signor Zuckerberg con quel gioco ha messo su un impero da 227 miliardi di dollari. E forse si diverte pure.”

Giuliano Pellizzari (qui e lì mi fan citare da solo, cose da distonia cognitiva)

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